Le tavolette votive in maiolica del Santuario della Madonna dei Bagni a Casalina, appese alle pareti
Parete interna del Santuario della Madonna dei Bagni a Casalina di Deruta, ricoperta di tavolette votive in maiolica dipinta attorno a una teca dorata — foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

A pochi chilometri dal centro di Deruta, nella frazione di Casalina, c'è una piccola chiesa che da fuori non lascia immaginare granché. Basta però varcare la soglia per capire perché il Santuario della Madonna dei Bagni sia uno dei luoghi più sorprendenti dell'Umbria: le pareti sono rivestite quasi per intero da tavolette votive in maiolica, centinaia di piccole scene dipinte che raccontano la vita quotidiana delle campagne umbre attraverso più di tre secoli. Non è un museo, ma è difficile trovare un posto che parli in modo così diretto della gente di queste colline.

Un frammento di ceramica e una quercia

La storia del santuario comincia con un oggetto minuscolo. Secondo la tradizione, intorno alla metà del Seicento un frate notò tra i sassi e l'erba il frammento di una piccola coppa in maiolica, sul cui fondo era dipinta l'immagine della Madonna con il Bambino. Per non lasciarlo calpestare, lo sistemò sul tronco di una giovane quercia lungo la strada. Qualche tempo dopo, nel 1657, un mercante di Casalina di nome Cristoforo si fermò davanti a quell'immagine per pregare per la moglie gravemente malata. La guarigione della donna fece rapidamente il giro del territorio, e attorno alla quercia venne costruita prima una piccola cappella, poi ampliata fino alla chiesa che vediamo oggi, completata verso il 1687.

Il nome del santuario viene dai "bagni", cioè dalle acque sulfuree che sgorgano nella zona e che da tempo erano note agli abitanti. Il frammento di maiolica, piccolo e fragile, è ancora oggi il cuore devozionale del luogo, ed è significativo che tutto sia nato proprio da un pezzo di ceramica: a pochi passi da Deruta, la città che da secoli vive di questa arte, difficilmente la storia avrebbe potuto prendere una forma diversa.

Le tavolette votive: centinaia di storie dipinte

Quello che rende unico il santuario è la sua raccolta di ex voto. Le fonti non concordano sul numero esatto, e le stime oscillano fra circa seicento e ottocento pezzi, ma il colpo d'occhio è lo stesso: un mosaico di formelle che copre le pareti dal basso fino in alto. Nei primi decenni dopo il miracolo gli ex voto venivano dipinti soprattutto su tela cerata e su altri materiali deperibili; a partire dalla fine del Seicento si cominciò a realizzarli in maiolica, affidandoli alle botteghe derutesi. La maggior parte delle tavolette risale al periodo che va dalla seconda metà del Seicento alla metà del Settecento, ma le offerte sono continuate fino ai giorni nostri.

Ogni formella racconta una grazia ricevuta, e il bello sta proprio nei dettagli. Ci sono cadute da cavallo e da carri, buoi imbizzarriti, alberi che crollano, malati a letto circondati dai familiari, parti difficili, incidenti nei campi e nelle botteghe. In un angolo, quasi sempre, compare la Madonna che interviene dall'alto. Spesso c'è una data, a volte le iniziali di chi ha fatto il voto. Letti uno dopo l'altro, questi piccoli quadri diventano un archivio della vita contadina: gli abiti, gli attrezzi, le case, le paure di ogni giorno.

Per chi si interessa di ceramica, la raccolta è anche un documento prezioso della produzione derutese nel suo periodo di maggiore splendore. I gialli, gli arancioni, i blu e i verdi sono quelli tipici delle maioliche locali, e confrontare le tavolette più antiche con quelle più recenti permette di seguire l'evoluzione dello stile e della tecnica. Non a caso il santuario viene spesso suggerito come complemento ideale alla visita del Museo Regionale della Ceramica di Deruta.

Come vivere la visita

Il santuario è un luogo di culto ancora vivo, frequentato dalla comunità locale, e va visitato con il rispetto che si deve a una chiesa. Conviene entrare con calma, lasciare che gli occhi si abituino alla luce e poi avvicinarsi alle pareti, scegliendo qualche tavoletta da osservare da vicino. È un posto che si apprezza meglio senza fretta: venti minuti di attenzione rendono molto di più di un giro veloce. Fuori, la campagna intorno a Casalina accompagna il ritorno verso Deruta, che merita senz'altro una passeggiata tra le vie del centro e le botteghe dei ceramisti.

Consiglio pratico: gli orari di apertura del santuario possono variare nel corso dell'anno e in occasione delle celebrazioni. Prima di partire verificateli sui canali del Comune di Deruta o della parrocchia, e abbinate la visita a quella del centro storico di Deruta per una mezza giornata dedicata alla ceramica.

A due passi da La Collina

Dalla nostra casa vacanze il santuario si raggiunge con circa quattro chilometri di strada, il che lo rende una delle uscite più semplici da organizzare durante un soggiorno a La Collina. Potete andarci al mattino, rientrare per qualche ora a bordo piscina e ripartire nel tardo pomeriggio verso il centro di Deruta, quando la luce si fa più morbida e le vie si animano. È il genere di scoperta che resta impressa proprio perché inattesa: una chiesa di campagna che, senza clamore, custodisce più di tre secoli di storie umane scritte sulla maiolica.

Scoprite Deruta e il santuario partendo dalla collina

La Collina si trova a circa quattro chilometri dal Santuario della Madonna dei Bagni, in posizione tranquilla sulla vallata del Tevere. Quattro alloggi indipendenti con cucina, piscina panoramica stagionale e parcheggio privato gratuito.