Il borgo di Torgiano visto dall'alto tra i campi verdi della valle del Tevere
Veduta aerea del borgo di Torgiano con il campanile, i tetti in coppi e la pianura verde della valle del Tevere attorno — foto: Hagai Agmon-Snir · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Deruta per la ceramica scopre presto che, attorno ai laboratori e alle botteghe, il paesaggio e' disegnato dalle vigne. Le colline che scendono verso la vallata del Tevere sono le stesse che hanno dato all'Umbria alcune delle sue denominazioni piu' note, e in una manciata di chilometri si passa dal Sangiovese di Torgiano al Sagrantino di Montefalco. Due vini diversi per carattere, che raccontano bene la varieta' di questa regione senza mare.

Torgiano, il primo Rosso Riserva dell'Umbria

Torgiano si trova alla confluenza tra il Tevere e il Chiascio, a circa 10 km di strada dalla nostra collina. Qui la viticoltura ha una storia lunga, ma la svolta moderna arriva nella seconda meta' del Novecento: nel 1968 Torgiano e' la prima zona umbra a ottenere la Denominazione di Origine Controllata, e nel 1990 il Rosso Riserva viene riconosciuto come DOCG, la prima dell'Umbria per un vino rosso.

Il Torgiano Rosso Riserva nasce in prevalenza da uve Sangiovese, che il disciplinare richiede in una quota compresa fra il 70 e il 100 per cento, con la possibilita' di affiancare altre uve a bacca nera ammesse in regione, come Canaiolo o Colorino. L'affinamento e' lungo: almeno tre anni, una parte dei quali in bottiglia, prima di poter uscire sul mercato. Ne risulta un rosso di struttura, con profumi di frutta matura e spezie, che si accompagna volentieri alla cucina di carne della tradizione umbra.

Il borgo, raccolto attorno alla sua torre e alle vie in mattoni, merita una passeggiata anche per chi beve poco. Dalla parte alta lo sguardo corre sulla pianura coltivata e sulle colline vitate che la circondano, ed e' facile capire perche' il vino sia diventato qui un elemento identitario.

Il MUVIT: un museo dedicato al vino

A Torgiano ha sede il MUVIT, il Museo del Vino, fondato nel 1974 da una famiglia di produttori del paese e ospitato nel seicentesco Palazzo Graziani-Baglioni. Le sale raccolgono migliaia di oggetti legati alla cultura del vino: reperti archeologici, attrezzi per la coltivazione e la vinificazione, ceramiche, incisioni, documenti. Interessante, per chi soggiorna a Deruta, e' proprio la sezione dedicata ai vasi e ai boccali da vino, molti dei quali escono dalle stesse tradizioni ceramiche che si incontrano nelle botteghe derutesi.

Il museo non e' pensato solo per gli appassionati: il percorso racconta come il vino abbia accompagnato la vita quotidiana, la medicina, il mito e la festa nell'arco di millenni. Una visita richiede un paio d'ore senza fretta, e si combina bene con una sosta nel centro storico.

Consiglio pratico: orari di apertura, giorni di chiusura e biglietti del MUVIT cambiano con le stagioni: verificateli sul sito ufficiale del museo prima di partire. Se pensate di partecipare a una degustazione, organizzatevi in modo che alla guida ci sia chi non beve.

Montefalco e il Sagrantino

Spostandosi verso sud-est, in circa 29 km di strada si raggiunge Montefalco, il paese che dall'alto delle sue mura domina la valle tra Foligno e Spoleto e che per questo viene chiamato la ringhiera dell'Umbria. Qui si coltiva il Sagrantino, un vitigno autoctono legato quasi esclusivamente a questo territorio, coltivato da secoli nei comuni attorno al borgo.

Il Montefalco Sagrantino ha ottenuto la DOCG nel 1992 ed esiste in due versioni. Il secco e' un rosso potente, ricco di tannini, che chiede tempo in cantina e in bottiglia; il passito, ottenuto da uve lasciate appassire dopo la raccolta, e' la forma piu' antica, un vino dolce e intenso tradizionalmente legato alle feste di famiglia. Entrambi sono sottoposti a un lungo affinamento previsto dal disciplinare, ed e' proprio questa lentezza a renderli riconoscibili.

Una giornata tra Montefalco e la vicina Bevagna, distante pochi chilometri, permette di unire il paesaggio dei vigneti alla visita di due centri storici molto diversi: il primo arroccato e panoramico, il secondo adagiato in pianura, con le sue piazze medievali.

Come organizzare le giornate del vino

Il bello di soggiornare tra Deruta e Torgiano e' che le due zone si possono visitare in giornate separate, senza lunghi trasferimenti. Torgiano si presta a una mezza giornata, magari al mattino, lasciando il pomeriggio per il riposo; Montefalco e Bevagna richiedono invece una giornata intera, da vivere con calma. Molte aziende della zona accolgono i visitatori su prenotazione: e' sempre bene contattarle in anticipo e informarsi sulle modalita' di visita.

Al rientro, a La Collina vi aspettano la quiete della campagna e, nella bella stagione, la piscina panoramica sulle colline umbre. Ogni alloggio dispone di una cucina o di un angolo cottura attrezzato, comodo per una cena semplice con una bottiglia acquistata durante il giorno, guardando la luce che cala sulla vallata del Tevere.

Le colline del vino umbro, a pochi minuti da casa

La Collina si trova sopra la vallata del Tevere, a circa 10 km da Torgiano: quattro alloggi indipendenti con cucina attrezzata, parcheggio privato e piscina stagionale per rientrare con calma dalle giornate in cantina.